Psicoterapeuta Sassuolo

Lo psicoterapeuta è un professionista – medico o psicologo – autorizzato all’esercizio della psicoterapia dall’Ordine professionale di appartenenza. Il suo intervento mutua le tecniche dai numerosi modelli applicativi della psicologia, ed ha lo scopo di curare i disturbi di origine psichica.

In Italia l’attività dello psicoterapeuta è regolamentata ex art. 3 della Legge n° 56 del 18 febbraio 1989 (Ordinamento della professione di psicologo), che obbliga il professionista a conseguire una specializzazione post universitaria in psicoterapia, presso una scuola di specializzazione pubblica (universitaria) o privata riconosciuta dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. A tali scuole possono accedere solo i laureati in psicologia o medicina iscritti ai rispettivi Albi professionali.

Il medico specializzato in psichiatria o in neuropsichiatria è autorizzato – a condizione di aver svolto attività psicoterapeutiche professionalizzanti nel suo percorso specialistico – ad esercitare la psicoterapia, chiedendone l’annotazione al proprio Ordine provinciale di appartenenza. Allo stesso modo, ai sensi del D. M. 24/07/06, lo psicologo specializzato in una delle scuole di specializzazione universitaria di area psicologica, ad esempio in psicologia clinica, neuropsicologia o psicologia della salute, a condizione che nel suo percorso specialistico abbia svolto attività psicoterapeutiche professionalizzanti, è autorizzato all’esercizio della psicoterapia, chiedendone l’annotazione al proprio Ordine regionale di appartenenza. Dunque, sia i medici che gli psicologi specialisti nelle discipline suddette, pur non avendo conseguito una formazione specialistica propriamente psicoterapeutica, sono autorizzati ad esercitare la psicoterapia.

Psicoterapeuta Sassuolo

Trovarsi bene con il proprio psicoterapeuta è importante, ma fidarsi di lui lo è ancora di più. Per questo, i modi per reperire il terapeuta che fa al caso nostro sono solo due: come riferimento da una persona che conosciamo oppure cercandolo in prima persona. In entrambi i casi non è detto che ci si debba trovare bene al primo colpo: è proverbiale il fatto che persone diverse si adattino a professionisti diversi e a questo proposito la psicoterapia non fa eccezione.

Il criterio più importante da considerare nella scelta del terapeuta è: se il processo terapeutico riesce a darvi buone sensazioni e a farvi stare meglio secondo i vostri criteri, allora va bene. Altrimenti cambiate terapeuta. Se già uscendo dalla prima seduta vi sentite peggio, cambiate senza indugi. Escluso questo caso limite, datevi un termine di almeno quattro o cinque sedute prima di decidere.

È importante non perdere subito la fiducia in caso di esperienze poco edificanti, e mantenere invece l’utile convinzione che quel terapeuta eventualmente non sarà stato efficace, non la psicoterapia in se stessa.

È bene sapere, infatti, che la ricerca ha ormai chiarito che chi si rivolge alla psicoterapia a fronte di problemi personali riesce a stare meglio dell’80% di chi non lo fa e che i cambiamenti ottenuti sono durevoli (Lambert e altri, 2002).

Perchè scegliere psicoterapeuta Sassuolo

Si riduce tutto a questo: una persona decide di andare in terapia perché è bloccata.

Può sentirsi tale oppure ciò essere evidente dal suo comportamento, ma in entrambi i casi vi è un blocco che le impedisce di svolgere una vita completa ed appagante. Si potrebbe domandare: “Cos’ha questo a che vedere con ansia, depressione, panico, fobie, disturbi ossessivo-compulsivi, adolescenti ribelli, abuso di sostanze, bullismo e altro?” La risposta è: tutto quanto.

Le righe successive esprimono concetti un po’ “forti” ma essenziali per rispondere alla domanda appena enunciata.

Quando qualcuno arriva in terapia spontaneamente, o trascinato dai parenti, l’elemento comune è che il suo comportamento, le sue sensazioni, i suoi pensieri e le sue percezioni sono diventate inappropriate. E non capisce perché si senta così arrabbiato, depresso, così ossessionato da tutte quelle banalità, così impaurito dal nulla.

Dice di sentirsi inutile, che lo odiano, che il governo gli dà la caccia come terrorista e che deve nascondersi, che nessuna donna può volergli bene, oppure che tutte le donne lo amano. Magari sta rovinandosi la vita abusando di sostanze o gioco d’azzardo nonostante il suo desiderio di smettere, oppure si lava le mani fino a rovinarsele, perfettamente cosciente di quanto tutto ciò sia senza senso e distruttivo. Potrebbe picchiare a sangue la moglie o la fidanzata giurando però di amarla. Allontana da sé le persone con i suoi atteggiamenti arroganti e orgogliosi, si rovina da solo tutte le chance di successo sociale e professionale, eppure è il primo a notare negli altri questi schemi così distruttivi. Si lascia coinvolgere in una relazione masochistica, ogni volta soffrendo gli abusi e l’insensibilità del partner, giurando di non rifare mai più quell’errore. Oppure è colto all’improvviso dai sudori freddi, il cuore inizia ad accelerare e si trova paralizzato dalla paura di fronte alla porta di un ascensore. Eppure sa benissimo quanto sicuri sono gli ascensori e che, infatti, ha più probabilità di scivolare e farsi male entrando in una vasca da bagno.

Queste persone non capiscono cos’è che fa mettere loro in atto questi comportamenti, sentire queste sensazioni e assumere questi punti di vista. Sono consapevoli di essere infelici, anzi spesso sono più che intelligenti per rendersi conto che tutto ciò non ha senso, ma per qualche ragione non riescono a cambiare.