Disturbo Bipolare e disturbi correlati

I disturbi bipolari sono spesso fraintesi e citati in modo inappropriato nella cultura popolare ogni qualvolta un individuo mostra una certa labilità affettiva.

In realtà, perché si possa parlare di disturbo bipolare, di devono evidenziare condizioni psicopatologiche che generano molta sofferenza e che minano drammaticamente il funzionamento della persona nelle diverse dimensioni di vita. 

Il disturbo bipolare è considerato un ponte tra i disturbi di tipo psicotico e i disturbi depressivi in quanto spesso contemplano nelle loro manifestazioni un importante scollamento dalla realtà, portando a un sentire sovente non riconducibile a dinamiche e condizioni ambientali che ne giustifichino l’esperienza. 

Negli individui con disturbo bipolare si alternano secondo criteri diversi fasi in cui l’umore è anormalmente e persistentemente elevato, espanso o irritabile con periodi in cui invece il tono affettivo è depresso, con perdita di interesse e piacere per le attività che normalmente sono gradite all’individuo. 

EPISODI MANIACALI O IPOMANIACALI

Le fasi in cui l’umore è elevato, espanso o irritabile sono definite episodi maniacali o episodi ipomaniacali. In questa fase oltre all’umore espanso si nota un aumento anomale e persistente dell’attività finalizzata o dell’energia, presente per la maggior parte del giorno quasi tutti i giorni. L’individuo può mostrare inoltre un’autostima ipertrofica o grandiosità, diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposti dopo solo 3 ore di sonno), maggiore loquacità del solito o spinta continua a parlare. 

Può essere inoltre riferita o riportata una maggiore distraibilità (cioè un’attenzione troppo facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti), un’esperienza soggettiva di fuga delle idee, o che i pensieri si succedano rapidamente