ll vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi

Marcel Proust

Cosa si fa in psicoterapia?

In terapia lo sguardo è volto a comprendere specificità ed origine del malessere, sia esso riconducibile alla propria storia più antica oppure emerso recentemente, a seguito di eventi per cui le risorse sviluppate nel tempo sembrano non sufficienti a reagire positivamente.

Disturbi depressivi o d’ansia, disturbo bipolare, disturbi ossessivo compulsivo o da sintomi somatici, disturbo post traumatico, disturbi dell’alimentazione, emotività percepita come troppointensa o non tollerabile, pensieri intrusivi, etc. …, sono alcune delle reazioni patologiche agli stress e ai traumi che talora possiamo sviluppare. Sperimentate sotto forma di sintomi, esse minano il nostro benessere, allontanandoci ancor di più dalla risoluzione positiva del problema.

Nel trattamento la relazione terapeutica costituisce uno spazio prezioso, in cui è possibile concedersi nuove prospettive di osservazione di sé, della propria storia e dei propri sogni, delle persone e degli eventi importanti della vita.

La terapia diventa un laboratorio in cui ciascuno impara ad osservare il proprio funzionamento con uno sguardo non giudicante, volto al cambiamento o, se necessario, all’accettazione. In seduta, spesso per la prima volta, emerge come anche gli aspetti di noi che paiono i più indesiderabili, nascondano utilità impercettibili cui si può far fatica a rinunciare. Aspetti che, non di rado, ci rendono così difficile il cambiamento, per quanto esso possa essere desiderato.

Aristotele diceva che “conoscere se stessi è l’inizio di ogni saggezza”. In psicoterapia, grazie a una crescita delle proprie consapevolezze, si possono attivare risorse che non sapevamo di avere o che avevamo smesso di usare. Altrettanto spesso se ne sviluppano di nuove. Tutte utili a creare il cambiamento che si sente necessario.