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Troppa perfezione guasta

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Intervista realizzata da Vanity Fair alla dott.ssa Barbi. Il mondo del lavoro sembra alle volte dividersi in due categorie: i perfezionisti e i casinari. Naturalmente questo ad una prima occhiata … per la verità esistono infinite sfumature tra questi due poli. Osservando con attenzione queste tendenze notiamo che quanto più ci polarizziamo -  da una parte o dall’altra -  in modo rigido ed inflessibile, tanto più la nostra vita si complica, la performance si abbassa, fatichiamo ad adattarci alle richieste sempre diverse che il quotidiano ci pone davanti. Per una lettura completa dell'articolo clicca qui .  

Le tecniche di rilassamento e la loro importanza nella riduzione dell’ansia

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Le diverse tecniche di rilassamento addestrano a controllare la tensione muscolare e l’ansia che ne consegue. Praticate con costanza anche in stati e contesti non ansiogeni, aumentano il globale stato di rilassamento, riducendo la tensione muscolare e riducendo le probabilità di attivazioni incongrue della risposta attacco fuga. (altro…)

La comunicazione umoristica. Perchè Ridiamo?

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L’ umorismo: una delle attività psichiche più elevate Avere senso dell’ umorismo implica forza, maturità, superiorità di fronte al pericolo: simbolizza la vittoria e il trionfo di fronte alla sconfitta. L’ umorista è un eroe, ma è anche umano! La sua grande qualità è che è tanto forte da riconoscere la realtà per quella che è (e di solito la riconosce ingrata), ma si comporta come se la cosa non lo riguardasse! Ed eccolo quindi che si permette di scherzare là dove altri rimarrebbero allibiti! (altro…)

Conflitti e Traumi di Guerra: Interventi di Riabilitazione sulle Famiglie dei Militari

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Le interdipendenze tra sistema militare e famiglia sono biunivoche e assai problematiche; se da un lato il sistema militare, come del resto ogni altro sistema sociale, agisce sulla famiglia, dall’altro la famiglia agisce sul sistema militare stesso. (altro…)

La “posizione” o “dis-posizione” del terapeuta in seduta

psicologo

Il nostro “uso del sé è l’unico strumento a noi disponibile” (Real, 1990, p. 255). Vivien Hardham già nel 1996 osservava come ogni terapeuta, all’inizio, è consapevole con umiltà e riverenza del significato pratico di questa affermazione. I nostri sé sono ciò che usiamo per fare terapia. Il terapeuta sistemico ha ben presente che, per aiutarlo nella propria pratica, esiste un’ampia letteratura che descrive teoria, tecnica, stili ed approcci di terapia. Tuttavia, (altro…)